Lightning Decision Jam
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21/03/2021

Articoli

di Stefano Muro

 

Ieri abbiamo fatto un fantastico meetup con la simpaticissima e al contempo professionalissima Paola Santoro sul Lightning Decision Jam, dove abbiamo imparato che con un bravo facilitatore e un formato ben strutturato, fatto di fasi creative divergenti e fasi pragmatiche convergenti, è possibile arrivare a definire soluzioni concrete e condivise in breve tempo.

 

La preparazione

Innanzitutto, Paola ci ha introdotto il metodo LDJ e il gioco di ruolo che avremmo affrontato di lì a poco: risolvere addirittura il problema di una Didattica A Distanza poco efficace, interpretando ognuno di noi un key stakeholder che comprendeva:

 

– Il ministro della pubblica istruzione,

– Un rappresentante dei presidi

– Rappresentanti dei genitori

– Rappresentanti dei professori (sia i tradizionalisti che gli innovatori)

– Rappresentanti degli studenti.

 

I dieci partecipanti, tutti concentratissimi a appassionati, anche se partecipavano dalla macchina come Daniela Rinaldi, hanno fatto un lavoro eccezionale nell’immedesimarsi nei vari ruoli, tanto che anche dimenticandosi l’assegnazione iniziale era facilissimo chi stesse interpretando quale ruolo.

Cose buone e problemi

 

La prima fase del workshop si è focalizzata sul trovare gli attuali aspetti positivi e i problemi della Didattica a Distanza. Le idee sono state tantissime, segno che l’argomento ci aveva presi davvero, ma alla fine siamo riusciti a identificare alcuni cluster di problemi ben definiti:

 

– Mancanza di Socialità

– Sovraccarico

– Infrastruttura carente

– Competenze informatiche, sia dei docenti che dei genitori

– Alibi per studenti e professori creati dalla distanza e dal modo inadeguato di gestire le lezioni da remoto

– Noia e disattenzione dovuti alla difficoltà di porre attenzione durante lezioni frontali attraverso uno schermo.

 

Alla fine il gruppo ha deciso di concentrarsi sul problema che sentiva più impellente, le scarse competenze, sia informatiche che didattiche in termini di formazione da remoto, dei professori.

 

La Sfida e le possibili soluzioni

 

Il passaggio successivo è stato trasformare i problemi in una sfida per i partecipanti, così da favorire lo spirito creativo del gruppo e la sfida è stata formulata dal nostro Ministro dell’istruzione Luca così:

 

Come potremmo identificare un percorso di apprendimento per i docenti che li stimoli ad innovare la didattica e che valorizzi l’uso di strumenti digitali?

 

Anche qui il gruppo ha presentato numerose possibili soluzioni che andavano dalla creazione di una piattaforma che facesse incontrare domanda e offerta di corsi e strumenti, alla creazione di community di professori che condividessero tecniche e strumenti man mano che questi si dimostrassero utili.

 

La scelta della soluzione più efficace e i prossimi passi operativi

 

Proprio il filone community è quello che ha riscosso il maggior favore dal gruppo, avendolo individuato come la miglior soluzione in termini di rapporto impatto/costo, in particolare si è ragionato sul creare dapprima delle community interne alle scuole che poi condividessero a livello nazionale le pratiche emerse nel tempo.

 

Nei minuti finali abbiamo quindi definito un primo piano d’azione con orizzonte temporale 1-3 mesi che prevedeva dapprima la formazione dei grupi interni alle scuole, la definizione di sfide a livello nazionale in modo da creare co i risultati, un “Book Of Knowledge” condiviso e la misurazione dei risultati ottenuti n questo primo esperimento.

Conclusione

 

In poco più di 1 ora, divertendoci e chiacchierando, abbiamo generato tante idee e un primo piano di azione per un problema piuttosto complesso. Abbiamo quindi imparato uno strumento molto utile su cui Paola ci ha dato numerose “dritte” nell’utilizzo nella vita reale. Insomma un tardo pomeriggio tra amici molto proficuo!