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Insights Impariamo a innovare con l’Impact Mapping

L’Impact Mapping, sviluppato da Gojko Adzic, è un potente strumento di collaborazione visuale per massimizzare l’impatto delle nostre azioni.

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24/09/2020

Articoli, Meetup

di Dino Ippoliti

 

Il xx settembre eravamo una quarantina di appassionati con il desiderio di sperimentare insieme l’uso dell’Impact Mapping, sviluppata da Gojko Adzic, per definire una strategia “agile” per lo sviluppo e l’implementazione di un nuovo servizio o modello di business.

Come molti di voi sanno, lo sviluppo agile consente di superare le limitazioni e i rischi collegati al tradizionale approccio “big bang”, permettendo di validare, attraverso la realizzazione di “esperimenti”, le assunzioni sui comportamenti dei clienti e degli altri attori che hanno impatto sul successo dell’iniziativa.

Alcuni dei problemi che molti team agile si trovano ad affrontare è come costruire e prioritizzare un product backlog e, una volta costruito, come stabilire, in modo consapevole e collaborativo, la rotta di navigazione, senza correre il rischio di affogare in una gran quantità di storie.

A questi problemi abbiamo provato a dare delle soluzioni nel corso del meetup. Siamo partiti da una ipotetica azienda alle prese con un concorrente di successo e abbiamo recepito l’obiettivo di business di aumentare i nostri profitti percentuali (il PERCHE’). A questo punto ci siamo divisi in sotto team e, con l’aiuto di una board Mirò e organizzando il lavoro in tre brevi iterazioni abbiamo:

Identificato gli attori che potessero aiutarci / ostacolarci nel raggiungimento dell’obiettivo di business (il CHI)

Condiviso gli impatti / cambiamenti che l’attore deve avere per poterci aiutare a raggiungere il nostro goal (il COME)

Questo è un buon punto per fare una prima prioritizzazione; quali cambiamenti sono potenzialmente più utili al raggiungimento del goal? Una veloce sessione di dot voting ci fornisce velocemente la risposta; l’utilizzo di criteri di valutazione più sofisticati (es. Business Value) possono sicuramente essere usati e far emergere le assunzioni di business, che talvolta restano implicite.

La sessione successiva di brainstorming ha prodotto diverse idee su quali deliverable servissero per raggiungere l’impatto desiderato (il COSA)

L’esperienza accumulata nell’impact mapping ci ha ampiamente dimostrato la sua efficacia nell’aumentare il coinvolgimento di tutti gli attori, nel far emergere le assunzioni e i modelli mentali di ciascuno e nel costruire una mappa comune per stabilire la rotta “migliore” in funzione delle assunzioni, rischi e priorità emerse. Inoltre, è utile anche per comunicare agli stakeholder cosa è stato fatto / in corso e gestire future evoluzioni del prodotto / sistema, superando così l’ottica di progetto, in cui ad ogni nuova evoluzione si parte da un nuovo foglio bianco.

 

Infine, a chi è abituato a gestire il Product Backlog usando la tecnica delle user story, non sarà sfuggito che gli elementi dell’impact map corrispondono alla struttura della user story:

  • As (Attore)
  • In order to (Impatto / cambiamento)
  • I want (deliverable)

Un ulteriore tassello che ne dimostra le potenzialità e che lo rende uno strumento insuperabile nella nostra vita di Agile Coach.