Il Product Owner: cosa fa? Ecco come ritrovare il valore perduto…
trianglee

Insights Il Product Owner: cosa fa? Ecco come ritrovare il valore perduto…

prima parte

Linkedin Twitter
Scroll
24/02/2021

Articoli

di Francesco Racanati

 

Valore…quante declinazioni ci sono del valore? Cosa si intende per valore? Domande come questa, fatte alla stessa persona potrebbero generare risposte diverse. Sì avete letto bene: “fatte alla STESSA persona”.

Se questa affermazione mette in forte dubbio le vostre certezze in merito al significato di valore, oppure riflettendoci, vi rendete conto che effettivamente in passato avete dato valore ad aspetti diversi col passare del tempo, allora questo è l’articolo che fa per voi!

 

Innanzitutto, il VALORE cambia in funzioni di due aspetti:

–  Il tempo: quando lanciate un nuovo prodotto, in un primo periodo il valore che cercate potrebbe essere la diffusione dello stesso e acquisire quanti più clienti/utilizzatori possibile, però, dopo questo primo periodo, ciò che darà sostenibilità al vostro prodotto potrebbe nascondersi sotto altre forme di valore che potrebbero essere definite dal tempo medio di utilizzo effettivo del vostro prodotto, da una riconoscenza di qualità da parte dei vostri utenti o anche dalla propensione che i vostri clienti avranno nel suggerire il vostro prodotto ad altri;

–  Il contesto: in ambito marketing la brand awareness rappresenta un certo tipo di valore, in ambito HR l’employer branding può rappresentare valore, in ambito sales le recurrent revenues potrebbero rappresentare valore.

 

In tutto questo, stando alla scrum guide, il product owner ha il compito di MASSIMIZZARE il VALORE del prodotto risultate dal lavoro dello Scrum Team…più facile a dirsi che a farsi. Come faccio a massimizzare un qualcosa di così volubile? Come faccio a capire se sto misurando bene il valore, oppure è tempo di misurarlo in altro modo, considerando altri aspetti?

In questo, e negli articoli a seguire, condividerò alcuni suggerimenti (gli inglesi li chiamano tips & tricks) che potrebbero aiutarvi. Ecco i primi 3 (premessa, NON sono in ordine di importanza):

 

Tip #1: Iniziare a misurare il successo tramite LEADING INDICATORS anziché LAGGING INDICATORS

Ogni azienda che si rispetti ha come obiettivo il fatturato, il venduto, il denaro, ma soffermarsi solo su questo aspetto potrebbe esser rischioso; ogni qual volta vi troviate a misurare il successo delle vostre iniziative provate a chiedervi: “questa misurazione saprà indicarmi se sto percorrendo la strada giusta nel breve periodo?” –  utilizzando una metafora1, immaginate di porvi come obiettivo quello di diminuire il vostro peso di 10kg; misurare il vostro peso ogni giorno varrà poco o nulla se non misurerete anche le calorie bruciate ogni giorno, l’acqua che avete bevuto e le calorie che avete assunto. Il peso è il vostro LAGGING INDICATOR che vi indica l’obiettivo finale, ma questo dipende da tanti fattori, questi fattori sono i LEADING INDICATOR che vi indicano day by day se state percorrendo o meno la strada giusta.

from lagging to leading indicators

 

Tip #2: ESSERE INCLUSIVO anziché ESSERE DIRETTIVO

Spesso mi capita di partecipare a riunioni in cui, anche se l’obiettivo è stabilire le azioni da intraprendere, pare che l’unica leva motivazionale dei partecipanti sia quella di ostentare la propria conoscenza del sistema, della tecnologia, del mercato: il tutto si conclude con una sorta di fiera dell’ostentazione di conoscenza volta a definire equilibri di potere per determinare chi ha l’idea migliore degli altri e chi deve essere ascoltato. Essere un Product Owner significa aver consapevolezza della complessità che vi circonda; vero è che il PO deve essere una persona esperta del dominio, ma in contesti complessi chi può definirsi davvero ESPERTO? L’inclusività è ciò che vi permetterà di arricchire le vostre conoscenze, vi eviterà di assecondare assunzioni sbagliate e, soprattutto, renderà l’intero team INGAGGIATO nella risoluzione della sfida che dovrete affrontare; dopotutto il PO massimizza il lavoro dello scrum team dando l’intento, ma non è responsabile dell’implementazione. Pertanto, siate inclusivi!

from directive to involving

 

Tip #3: dare importanza agli IMPATTI, perché il REQUISITO vien da sé

La product ownership è un viaggio alla scoperta del vostro prodotto e di come questo cambierà i comportamenti di chi lo usa. Come ogni viaggio che si rispetti, è importante preparare la valigia solo dopo aver definito la destinazione del viaggio e le finalità dello stesso. A volte incontro PO che hanno in mente solo e soltanto i “task su Jira”, pensano solo “alla valigia”; ciononostante, per quanto assurdo possa sembrare, alla fine in quel “task” ci sarà solo un titolo e montagne di allegati inutili. È credibile pensare che il team svilupperà un lavoro semplicemente perché al task è allegata una “montagna” di documenti? Davvero credete che qualcuno sia disposto a partire per un viaggio solo perché avete preparato una valigia? Se la realizzazione dell’obiettivo che vi è stato assegnato è quello che volete ottenere, sarà più efficace usare un mindset che si basa sugli IMPATTI, chiedendovi “come cambierò il comportamento del mio cliente/utente con questa iniziativa?”

from requirements to impacts

Bene, questi sono i primi tre tips & tricks, cosa ne pensate? Riuscite a intravedere degli spiragli di valore?

Nel prossimo articolo, continuerò a rispondere alla domanda: come faccio a massimizzare un qualcosa di così volubile? Come faccio a capire se sto misurando bene il valore? Quali aspetti devo attenzionare?

 

 


Immagini di Francesco Racanati
1 Riferimento al libro: “The Professional Product Owner”