Il Product Owner: cosa fa? Ecco come ritrovare il valore perduto…
trianglee

Insights Il Product Owner: cosa fa? Ecco come ritrovare il valore perduto…

terza parte

Linkedin Twitter
Scroll
18/05/2021

Articoli

di Francesco Racanati

 

A chiusura dei due articoli precedenti vorrei introdurre gli ultimi 3 consigli per una product ownership efficace. Si concentrano nel descrivere uno dei possibili approcci che si potrebbe adottare per misurare il valore del lavoro prodotto. Più volte negli articoli precendenti, ho evidenziato che il valore è mutevole in funzione del tempo e del contesto, e tracciare le possibili variazioni è uno degli oneri/onori del product owner.

 

In questo articolo, risponderò alla domanda: come misuro il valore?

Questi ultimi tre “tips & tricks” che vi propongo sono una sorta di matriosca logica in quanto il primo vi permetterà di intravedere i due successivi:

 

Tip #7: Passare da una VISIONE DEL VALORE A SILOS ad una VISIONE OLISTICA DEL VALORE

Una domanda che spesso faccio, soprattutto a chi si approccia per la prima volta al mindset agile, è la seguente: “chi è colui/colei che è disposto a pagare per ottenere ciò che produrrete?” è una domanda che spesso coglie le persone del tutto impreparate, spesso vedo alcuni perplessi e pensare “sappiamo davvero chi è il nostro cliente?”.

Se, leggendo queste righe, anche voi vi sentite perplessi o titubanti nel rispondere alla domanda, con buona probabilità state lavorando in un silos organizzativo.

In un mondo in continuo cambiamento e imprevedibile, come quello di oggi, gestire e sviluppare un prodotto equivale a giocare ad uno sport di squadra: avete mai visto una squadra di calcio composta da soli portieri? Allora perché c’è ancora chi divide le organizzazioni in team di back-end e team di front-end? Avete mai visto una gara di F1 in cui le scuderie partecipano avendo in squadra solo i piloti? Allora perché c’è ancora chi divide il team di “development” dal team “operations”?

La figura del product owner non può prescindere da una visione olistica del valore in quanto è proprio la visione end to end del prodotto che permette di intravedere il flusso di generazione di valore e ritorno dell’investimento.

 

Tip #8: Passare da BUSINESS ORIENTED a BUSINESS+TECH ORIENTED

Gestire un prodotto non significa solo generare profitto e sfruttare opportunità di business, significa anche avere un’idea di come quel profitto viene generato e la fatica che si fa nell’inseguire le opportunità; a tal proposito nel precedente articolo ho accennato al TOTAL COST OF OWNERSHIP che è una sorta di “totalone” in cui ricadono non solo i costi dei nuovi sviluppi, ma anche tutti i costi che si sostengono per l’esistenza stessa del prodotto.

Un product owner che ha una visione olistica del valore deve porsi le domande:

  • Quanto siamo efficaci nel produrre?
  • Quanto siamo reattivi nel produrre?

Rispondendo a queste domande vi renderete conto che ridurre il COST OF OWNERSHIP significa soddisfare i bisogni dei clienti con quelle che sono le capacità tecnologiche e produttive dell’organizzazione: quanto maggiore sarà questa consapevolezza, tanto più sarete capaci di bilanciare le imperfezioni del vostro prodotto (alias debito tecnico sostenibile) e allo stesso tempo avere maggiore fiducia nella pianificazione del lavoro.

 

Tip #9: passare da una VISIONE ISTANTANEA del valore a una VISIONE PROSPETTICA

Spesso sento dire “dobbiamo imparare a stimare meglio” ma cosa significa stimare? Letteralmente significa avere un’idea sommaria di quanto potrebbe accadere…penserete wow! Perché a sto punto ci affidiamo così tanto alle stime nel momento in cui pianifichiamo? La risposta è semplice, la visione “taylorista” che ci viene inculcata sin da piccoli ci porta ad essere molto confidenti nelle stime, purtroppo però quello che spesso avviene nella realtà è che la stima fatta non combacia quasi mai con la data/costo effettivo. Alcuni studi hanno dimostrato che maggiore è la stima, maggiore sarà la probabilità che tale stima possa differire di un +60% -40% rispetto al valore effettivo.

Se vi chiedessi: “sapresti dirmi quanto vale la tua azienda?” con buona probabilità ognuno di voi andrebbe a spulciare il bilancio più recente e verrebbe fuori con un numero come il capitale sociale o il patrimonio netto; ma questi valori, possono davvero rispondere a questa domanda?

Una visione olistica del valore non può affidarsi a una metrica così fredda e soprattutto così poco dinamica, tanto meno può farlo un product owner!

Passare da una visione istantanea del valore a una visione prospettica, significa considerare due aspetti:

  • Il valore attuale, cioè quanto produce il prodotto che state gestendo, quanto son soddisfatti i clienti, quanto son soddisfatti gli stakeholder e non da meno, quanto sono soddisfatti coloro che lavorano per sviluppare il prodotto;
  • Il valora ancora da realizzare, cioè quanto ancora c’è da colmare in termini di bisogni dei clienti, quanta fetta di mercato c’è ancora da conquistare e se vale la pena conquistarla.

In questo modo sarà possibile avere una visione prospettica del valore che non vi porterà più a misurare il risultato prodotto in termini di valori statici relativi al risultato d’esercizio, ma amplierà la vostra visione del valore portandovi a chiedere come le persone con le loro idee e interazioni influiscono nella generazione del risultato d’esercizio.

Dopotutto, se ci pensate, un’azienda con un alto turnover non riesce a generare valore, oppure un team che non genera nuove idee difficilmente genererà nuovo valore, e la lista di esempi potrebbe essere infinita.

 

Bene, con questo ultimo articolo si completa così la serie su come sostenere una product ownership efficace, voi cosa ne pensate? Avreste altri suggerimenti da aggiungere?

Se questo e gli altri articoli hanno suscitato il tuo interesse in merito all’accountability del Product Owner e vorresti approfondire per prepararti al conseguimento della certificazione PSPO I oppure PSPO II, a questo link potrai trovare tutte le info necessarie.

 


Immagini di Francesco Racanati